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La città di Ascoli ha un’origine lontana nel tempo, dall’insediamento piceno all’urbe romana, dai longobardi all’età comunale, Ascoli ha sempre avuto un ruolo rilevante nella storia del territorio piceno. Dell’importante città romana possiamo ammirare ancora oggi le sue tracce nelle rovine dell’anfiteatro, nelle chiese di San Venanzio e San Gregorio Magno, nei ponti di Cecco e quello Augusteo o ancora nel decumano, con il suo manto stradale ritrovato praticamente integro durante i lavori di ripavimentazione del Corso Mazzini. Nei secoli, con la crescita della città, nuovi edifici, nuove caratteristiche costruttive e nuove necessità (come quelle relative al commercio) hanno cambiato la geografia urbana.

Il decumano massimo, coincidente con il percorso cittadino della Via Salaria (Corso Mazzini) che correva dalla Porta Romana fino quasi all’estremità orientale del pianoro, incrociava il cardo in corrispondenza delle vie Cassero, Malta e Pretoriana, ma già nell’alto medioevo questa perpendicolare si era spostata nell’attuale via del Trivio, più regolare e adatta agli spostamenti e alle nuove necessità del tempo. Ascoli oltre a queste larghe vie, ha una trama concentrata di vicoli e viuzze che si chiamano Rua, parola che deriva dal latino rugam (ruga). Queste Rue rappresentano una peculiarità del centro storico ascolano, così come le Porte del Morto che ci sorprendono sempre stimolando la nostra curiosità su un passato misterioso, mistico e devoto.

Da questo trascorso romano ritroviamo i quattro quartieri in cui è divisa la città. Nel medioevo quelli del lato nord-ovest (San Giacomo e San Venanzio) erano i più popolosi. Era la zona più ricca, con la sua piazza del mercato nella odierna Piazza Ventidio Basso, allora Piazza delle Donne. La merce arrivava dall’altra sponda del Tronto, e il ponte augusteo di Porta Solestà collegava le aree produttive a quella degli affari. Un’ altra caratteristica di questa ricca parte urbana è la fitta presenza di torri. A metà Trecento si contavano oltre duecento, e la cronaca storica racconta che durante l’attacco di Federico II, ne fece crollare novantuno!
Il quartiere di Sant’Emidio è invece quello che presenta le caratteristiche più aristocratiche, con i suoi grandi palazzi nobiliari, la cattedrale e le nuove vie d’accesso all’oltre Tronto.
A sua volta quello di Santa Maria Intervineas, con la sua chiesa fortezza affacciata sul Tronto, era molto importante per concentrare la piazze del governo cittadino, altre chiese e ospedali.

Un po’ per sconfiggere il pessimismo millenarista, un po’ per rincorrere la salvezza, un po’ per ostentare i buoni rapporti con Roma, fatto è che tra l’inizio dell’anno Mille e il XIV sec. la città di Ascoli ha vissuto un proliferare di edifici di culto, addirittura alcune chiese sono quasi confinanti. Così, il centro storico ascolano presenta ai giorni nostri una straordinaria eredità architettonica, fatta di uno stile romanico imponente ma sobrio, con una costante in comune che avvicina la produzione nei diversi secoli coinvolti: il travertino.

Questo sito si propone come una guida informale e accessibile per chi vuole conoscere questo patrimonio unico ancora tutto da scoprire. Vengono proposti percorsi divisi nei quattro quartieri storici del centro, con accenni ad alcune delle loro principali chiese. Comunque, la miglior forma per gustare Ascoli è camminare senza fretta per le sue Rue, oppure prendere una delle nostre bici in prestito.

Godetevi il viaggio e fate attenzione alle sfumature che ci regalano la nostra pietra, ad ogni luce, un’emozione..

 

Ass. Culturale “Le Picene”

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