Chiesa dei Santi Vincenzo e Anastasio


La caratteristica facciata di questa chiesa si trova allineata con la direttrice del Ponte Romano di Porta Solestà, da cui si dipartono le strade delle torri. E’ memoria dunque del tessuto urbano e urbanistico romano che nei secoli medievali viene variato, ma non del tutto soppresso.

Gli studiosi ritengono che il primo impianto costruttivo di questa Chiesa a tre navate sia del XI secoloCome la gran parte delle Chiese Romaniche italiane, anche SS. Vincenzo e Anastasio ha subito degli importanti interventi successiviDue epigrafi attestano gli anni in cui vennero effettuati i lavori di completamento: l’iscrizione sull’archinvolto del portale maggiore è datato 1306; 1389 riporta invece un’altra iscrizione posta sul lato destro.

A questo ultimo periodo si ritengono ascrivibili l’edificazione della facciata come la possiamo vedere ora, mentre appartengono alla fase più antica di costruzione (XI secolo) parte della cripta, la navata centrale, parte dell’abside, e la torre campanaria.

Ma questa Chiesa ha una caratteristica che la rende particolarmente interessante ed attrattiva: viene ipotizzato (sulla base delle analisi storico-artistiche e strutturali) che, durante i lavori per la costruzione della cripta, fossero emerse delle acque sorgive, alle quali venne attribuito valore terapeutico.

Il  ‘miracolo’ delle acque è rappresentato negli affreschi trecenteschi visibili all’interno della cripta stessa e sono dedicati a San Silvestro e alla “Leggenda” che lo indica quale protettore dalla lebbra.

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