Chiesa di Sant’Angelo Magno


La chiesa si presenta ora a tre navate e con una splendida facciata del XIII secolo, attestata da una epigrafe del 1292, ma anche con parti più antiche di circa un secolo, il presbiterio e la torre campanaria (quest’ultima ricostruita parzialmente nell’ ‘800).

Della stessa epoca, XII secolo, sono gli affreschi raffiguranti otto Profeti, quattro per lato e dentro una nicchia, dipinti entro il fregio sottostante l’antico tetto a capriate. Essi furono scoperti nel 1938, in quanto la costruzione della volta della navata centrale celò affreschi e capriata. Sono tra gli esempi più antichi di pittura ascolana e testimonianza di situazioni storiche e tendenze pittoriche che si configuravano tra XII e XIII secolo e che portarono artisti bizantini della diaspora a far scuola anche ad Ascoli.

Il sito, sul Colle dell’ Annunziata, era occupato in età romana probabilmente da un tempio e da altri edifici,  testimoniati da residue sostruzioni e terrazzamento in opus quadratum.

Vi è però una fase ancora più antica, riguardante il Cenobio (monastero) femminile, del quale si ha notizia della formazione nella seconda metà dell’ VIII secolo, chiamato di San Michele Arcangelo. Questo Santo era il patrono dei Longobardi e il monastero a lui dedicato divenne centro potente e ricco, attraendo giovani donne dell’aristocrazia longobarda.

Seguirono poi le vicende storiche dell’area; venne riconosciuto di pertinenza del Vescovado ascolano in un diploma (documento ufficiale), ora perduto, dell’ imperatore Ottone III.

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