Chiesa di S. M. Intervineas


Intervineas, ovvero: ‘tra le vigne’. Venne fondata in questo luogo nel V secolo, inseguito alla scoperta tra le vigne, che anche allora erano qui coltivate, di una antica Icona della Vergine. Questa tradizione ci è trasmessa da una compilazione del Vescovo di Ascoli della seconda metà del XII secolo. Vi è inoltre l’attestazione del diploma dell’ Imperatore Ottone III: nel 996 la ‘plebs Sancte Marie’ viene riconfermata nelle giurisdizioni del Capitolo della Cattedrale. Questo documento è ora conservato nell’ Archivio Capitolare Ascolano.

La denominazione ‘plebs’, plebe (popolino) in latino medievale da’ luogo alla successiva parola in volgare ‘pieve’, titolo che contraddistinse le competenze di una chiesa.

Tra il 1950 e il 1954 vennero effettuati lavori di restauro e ripristino per riparare danni del tempo e demolizioni ottocentesche. L’edificio quale si presenta ora non è dunque quello originario, in quanto ricostruito in varie parti a partire dal XII e XIII secolo, e fortunatamente salvato da progetti di demolizione. Una particolarità sono le feritoie che si aprono sul fondo della Chiesa e che lasciano trapelare come fosse anche edificio con funzioni di difesa.

L’indagine storico-artistica e i restauri hanno riportato alla luce gli affreschi del XIII secolo, purtroppo lacunosi.  Notevole è la Madonna con il Bambino, in trono, con San Giovanni Evangelista e San Michele ‘che pesa le anime’ (psicostasi), soggetto ricorrente in quei secoli.   Su un pilastro è leggibile bene un Angelo Annunciante e sopra gli archi un ciclo di affreschi tra cui l’Ultima Cena che richiama l’analogo dipinto presente in San Vittore.

Questo slideshow richiede JavaScript.