Musei


forte malatesta e ponte di ceccoMuseo dell’Alto Medioevo

Il Museo è composto principalmente dai corredi in oro di due delle circa 260 tombe longobarde scoperte nel 1893 presso la necropoli di Castel Trosino, in territorio ascolano. Sono esposti inoltre gli oggetti ritrovati nell’ultimo scavo. Oltre alle due tombe nel Museo sono esposti in alcune vetrine perimetrali gli oggetti ritrovati nell’ultimo scavo effettuato dalla Soprintendenza per i beni Archeologici delle Marche nel 2001. Tra questi uno splendido anello d’oro massiccio con incastonata una pietra azzurra raffigurante una coppia di buoi in bassorilievo.

Indirizzo: Via delle Terme – Forte Malatesta, Ascoli Piceno.

malatestaForte Malatesta

Il Forte Malatesta è una delle architetture fortificate rinascimentali più importanti e spettacolari in Italia e uno dei siti monumentali più affascinanti della città. La splendida fortezza (recentemente restaurata), che porta la firma di Antonio da Sangallo il Giovane, è stata riaperta definitivamente nel novembre 2010.

Il forte, appena fuori dal centro storico, sorge a difesa della sponda sinistra del fiume Castellano: in epoca preromana e romana era un baluardo che sbarrava l’accesso al ponte. Distrutto e ricostruito più volte, nel 1349 Galeotto Malatesta, condottiero delle milizie ascolane nella guerra contro Fermo, provvide a rinforzarlo e divenne un tipico forte medievale che prese il nome di Forte Malatesta. Seguirono altre distruzioni, finché ai primi del ’500, nella fortezza in rovina, fu costruita una chiesa di forma dodecagonale dedicata a Santa Maria del Lago, ancora visibile nel corpo centrale della costruzione.

Fu però Antonio da San Gallo il Giovane nel 1543, su incarico di Papa III Farnese, a erigere su quello stesso sito un nuovo forte a forma di stella irregolare. Nel 1828 il Forte fu restaurato e utilizzato fino al 1978 come carcere giudiziario.

Il Forte viene utilizzato come sede espositiva di mostre  temporanee e nel 2012, al suo interno, sarà inaugurato il Museo dell’Alto Medio, che ospiterà in modo permanente i preziosi reperti della Necropoli Longobarda di  Castel Trosino.

Indirizzo: Via delle Terme – Forte Malatesta, Ascoli Piceno.

museo archeologicoMuseo Archeologico Statale

Il Museo è ospitato nel Palazzo Panichi, residenza cinquecentesca, in Piazza Arringo, nel cuore del capoluogo piceno. Nel salone principale sono esposti gli affreschi originali della facciata del palazzo. Il percorso espositivo comprende due sezioni: Protostoria, focalizzata sui Piceni fino alla romanizzazione ; Sezione Romana e lapidario, nonché materiale proveniente da scavi recenti. L’ esposizione archeologica comprende anche ricostruzioni scientifiche che facilitano la comprensione dei pezzi, come il salone in cui manichini di dame e guerrieri degli antichi villaggi, sono abbigliati ciascuno col suo particolare costume o armamento. Significativi, tra i materiali piceni, quelli provenienti dalle necropoli del Salino e di Monteprandone; per l’età romana, il mosaico con erma bifronte del Palazzo di Giustizia e il ritratto di Traiano.

Indirizzo: Palazzo Panichi, Piazza Arringo 28, Ascoli Piceno.

museo ceramicaMuseo dell’Arte Ceramica

Inaugurato il 1° giugno 2007, il Museo dell’Arte Ceramica è ubicato al fianco della chiesa romanica di San Tommaso. Nei suggestivi ambienti e nel chiostro hanno trovato posto le ricche collezioni comunali ed i preziosi manufatti concessi in deposito dalla Fondazione della Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno e dalla famiglia Matricardi. Il museo è articolato in cinque sezioni che consentono di ripercorrere le vicende della produzione ceramica ad Ascoli Piceno, dai bacini in maiolica arcaica risalenti al XV secolo, alle produzioni dell’Otto e Novecento: vasi, piatti, urne, caffetterie, tazze realizzate dalla manifattura Paci (1808-1856), e dalla manifatture Matricardi (1920-1929) e Fama. Nella sezione dedicata al legato di Antonio Ceci (medico e collezionista ascolano) donato nel 1920 al Comune di Ascoli, sono conservati oggetti delle manifatture di Deruta, Faenza, Montelupo, Savona e Genova. Di notevole importanza è la sezione dedicata alla serie di mattonelle dipinte dai maggiori artisti castellani Francesco e Carlo Antonio Grue e Berardino Gentili, provenienti dal convento ascolano di Sant’Angelo Magno. Il Museo dispone di un attrezzatissimo laboratorio corredato di tornio e forni.

Indirizzo: 1/3 Rua Del Pozzetto, Ascoli Piceno.

Pinacoteca-civicaPinacoteca Civica di Ascoli Piceno

 Istituita ufficialmente il 4 agosto 1861, vigilia della festa patronale di Sant’Emidio, per merito di due artisti ascolani, Giorgio Paci (1820-1914) e Giulio Gabrielli (1832-1910), la cospicua raccolta artistica, con oltre 800 oggetti tutt’ora esposti, è ospitata “ab antiquo” nell’imponente Palazzo Arringo. I due primi allestitori attinsero opere dalle quadrerie dei monasteri di Sant’Angelo Magno, di San Domenico e dei Gesuiti, entrate a far parte delle proprietà comunali a seguito della soppressione degli ordini religiosi decretata dal prefetto Valerio nel gennaio 1861. La collezione si arricchì ulteriormente nel 1909 con 12.000 stampe e disegni ceduti da Giulio Gabrielli; nel 1917 con l’arrivo di numerose opere ottocentesche concesse in deposito dalla Galleria d’Arte Moderna di Roma; nel 1920 con l’acquisizione del legato Ceci (una collezione costituita da più di cento dipinti, sculture e ceramiche, lasciate dal chirurgo Antonio Ceci alla sua città natale) e quindi con i numerosi dipinti acquistati dalle varie amministrazioni comunali che si sono succedute fino ad oggi. Tra le preziose opere custodite spiccano per importanza: il Piviale del XIII secolo, di manifattura inglese, donato nel 1288 al Duomo di Ascoli da Papa Niccolò IV, i dipinti di Carlo Crivelli (i due trittici di Valle Castellana XV sec.), Cola dell’Amatrice (La salita al Calvario,1527), Tiziano (San Francesco riceve le stigmate, XVI sec.), Guido Reni (Annunciazione, 1575), Strozzi, De Ferrari, Magnasco, Mancini, Morelli, Palizzi e Pellizza da Volpedo (Passeggiata amorosa, 1901). Le opere sono ambientate in splendide sale, ammobiliate con rare consolles, poltrone, specchiere e cassettoni del XVIII e XIX secolo che, con i preziosi tendaggi ed i lampadari di Murano, ricreano l’atmosfera e la suggestione di un palazzo aristocratico.

Indirizzo: Palazzo del Municipio, Piazza Arringo, Ascoli Piceno.

galleria liciniGalleria d’Arte Contemporanea “O. Licini”

All’inizio degli anni ’60 Ascoli, pur vivendo una vivace stagione culturale, non aveva ancora un’istituzione civica che rappresentasse i movimenti artistici del Novecento. Colmò questo vuoto il pittore Ernesto Ercolani, già direttore della Pinacoteca dal 1949, con la creazione di una collezione d’arte contemporanea limitata alla grafica: la Civica Galleria d’Arte Grafica Moderna, inaugurata il 18 ottobre 1964 nelle sale del cinquecentesco palazzo Malaspina. L’obiettivo di allargarsi alle altre forme d’arte per creare una vera e propria galleria di arte contemporanea era stato fin dall’inizio negli intendimenti dei curatori, ma solo nel 1977 la galleria d’arte grafica diventò Civica Galleria d’Arte Contemporanea. Alla fine degli anni ’90 entrano a far parte del patrimonio museale della galleria, oltre a numerosi dipinti di artisti come Fontana, Matta, Hartung, Morandi, De Pisis e Severini, 40 dipinti e 38 disegni di Osvaldo Licini, provenienti dalla collezione di Caterina Celi Hellstrom, figlia adottiva della moglie di Osvaldo Licini. Forte di questa nuova prestigiosa dotazione, la galleria “Osvaldo Licini” nel 1999 si trasferisce presso l’ex convento di S. Agostino e viene intitolata al Maestro di Monte Vidon Corrado, il cui tormentato percorso creativo, che spazia dal figurativo all’astratto, è possibile ripercorrere per intero visitando questo museo. Nel 2007 la Galleria si è ulteriormente arricchita (grazie alla concessione in deposito, da parte della Fondazione Carisap) di 50 disegni preparatori, realizzati nel 1988 da Tullio Pericoli per la decorazione della Sala Garzanti di Milano.

Indirizzo:   Costanzo Mazzoni, Ascoli Piceno.

museo diocesanoMuseo Diocesano

Creato con lo scopo di riunire e conservare la maggior parte delle opere appartenenti al patrimonio artistico della diocesi ascolana fu inaugurato nell’anno 1961 dal vescovo Marcello Morgante. Il suo spazio espositivo si compone di sette ambienti che ospitano sculture lignee e in pietra, dipinti su tela e su tavola, argenteria sacra e arredi realizzati dalle scuole minori della città che ebbero un notevole sviluppo nel 1400, oltre a manufatti di arte fiorentina del XVI secolo. Molti degli oggetti provengono direttamente dalla città di Ascoli, mentre altri sono stati recuperati nel territorio diocesano. L’intera raccolta si compone di opere realizzate dal XIII – XIV secolo fino ai nostri giorni.

Indirizzo: Piazza Arringo, Ascoli Piceno.

museo cartieraMusei della Cartiera Papale

Le origini dell’opificio della Cartiera Papale di Ascoli Piceno risalgono al Medioevo. I documenti notarili dell’epoca testimoniano l’attività dei mulini per la macina del grano in quest’ansa del torrente Castellano già nel VIII secolo, e la presenza di una piccola cartiera sin dal XIII secolo. Nel 1512, per volere del Papa Giulio della Rovere, gli edifici vengono ristrutturati e ampliati e la Cartiera Papale assume la struttura che osserviamo ancora oggi. La forza motrice del torrente veniva utilizzata per attivare i macchinari degli opifici. L’acqua, prelevata a monte della Cartiera, grazie a un sistema di canali, vasche e chiuse, viene convogliata tra le pale delle macchine. Fornisce l’energia per la macina del grano, per la produzione della carta, per alimentare la ferriera e il frantoio; a valle, torna a scorrere nel torrente, integra e pulita.

Il museo dell’acqua
Nella mostra Tutta l’acqua del mondo immagini fotografiche d’autore, testi informativi, documentari e quiz interattivi presentano il ruolo dell’acqua nello sviluppo delle attività umane e nella trasformazione del paesaggio.

Il museo della carta
Nelle sale della Cartiera sono esposte le ricostruzioni dei macchinari che, per secoli, sono stati utilizzati per produrre la carta. Un itinerario di immagini, video e suoni ricostruisce il tragitto compiuto dall’acqua all’interno della struttura, raccontando la storia della Cartiera e di chi ci lavorava.

La collezione Orsini
Al terzo piano è conservata la collezione naturalistica del farmacista e studioso ascolano Antonio Orsini (1788-1870). La collezione raccoglie decine di migliaia di reperti di minerali, conchiglie, fossili e un ricco erbario.

Sala Macine
Al primo piano sono conservati i resti e le ricostruzioni delle macine di Porta Cartara.

Esposizioni temporanee
Mostre di scienza, arte e tecnologia vengono periodicamente ospitate nelle due sale espositive, dove un tempo si ponevano a essiccare i fogli di carta appena lavorati.

Indirizzo: Via della Cartiera, Ascoli Piceno.

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